TEMPO SACRO

Non vorrei che traesse d’inganno… Anzi no: voglio proprio che tragga d’inganno il Sacro  Eremo di Camaldoli!

Tempo sacro non tempio sacro. La parola sacro ci evoca qualcosa di solenne, lontano, non alla nostra portata, invece dobbiamo volere qualcosa di sacro per noi e tutti i giorni.

Ogni giorno dobbiamo riservarci un tempo sacro, nel senso che sia solo nostro, nel senso che in quel momento noi siamo al centro della nostra attenzione. Quel momento può essere preghiera, può essere meditazione, può essere chiudere gli occhi e riposare, può essere ascoltare musica, può essere bere una birra gelata o una tisana calda, può essere passeggiare, può essere curare le piante.

L’importante è che il nostro tempo sacro abbia due caratteristiche ‘sacrosante’:

la prima è che sia un rituale, che sia sempre in un momento specifico della nostra giornata: al mattino, alla sera, dopo cena, al rientro dal lavoro, prima di andare a letto, in qualsiasi momento, ma sempre quello;

la seconda è che sia un momento di ‘stacco’ dalla realtà, devo convincermi che in quel momento non posso portare dentro la mia quotidianità, i problemi che mi assillano, le situazioni che mi preoccupano, ma neanche la lista di cose che devo fare o a cui devo pensare, devo ‘staccarmi’ da questa realtà per immergermi anche solo per dieci minuti, in qualcosa che mi rilassa, che mi fa sentire bene, che mi fa pensare che qualcosa di buono c’è per me.

KEEP CALM BE EGOIST

Ma tu credi alle carte?

Non ho abbastanza sensibilità per credere nella divinazione del futuro attraverso i tarocchi o le carte in genere, le foglie del the, la sfera di cristallo.

Ma attribuisco alla lettura delle carte una grande importanza.

Generalmente una persona interroga o fa interrogare le carte quando la propria vita sta subendo una battuta d’arresto, un blocco, una perdita di direzione, in qualunque aspetto: amore, salute, lavoro.

una soluzione suggerita direttamente dalle carte, esula dalle nostre capacità razionali, super utilizzate fino a quel momento, ma proprio per questo ormai esauste e in fase di resa.

Una soluzione affidata al caso (se una persona non crede alle teorie quantistiche, alle leggi d’attrazione o altro) può invece suggerire vie d’uscita completamente diverse da quelle elaborate fino a quel momento. Spesso riuscire a vedere la nostra vita da un’altra prospettiva significa vedere una soluzione inedita e inaspettata.

“Quindi: credi alle carte?” Le uso, uso la loro creatività, il loro porgere soluzioni creative, nuove, l’aiuto ad immaginare e trovare una visione oltre il mondo noto e scontato.

Ps le mie carte preferite? L’imperatore e l’eremita

 

Una poesia al giorno… porta la bellezza intorno

Quest’anno per il mio compleanno volevo farmi coccolare, lo confesso.

Volevo essere pensata, volevo che mi si regalasse qualcosa di bello. Allora ho lanciato un appello: regalatemi una poesia! Sono stata letteralmente sommersa da poesie, in molti hanno dato anche una motivazione del perché proprio quella poesia a me, altri hanno semplicemente detto che era la poesia che amavano di più. Ci pensate che tesoro ho accumulato? Le ho già lette tutte a un primo giro, molte sono ancora da stampare, ho anche il sogno di ricopiarle tutte (sono 91, non poche!!!)

Non mi piace dare consigli ma se avete un po’ di magoncino, una tristezzina che vaga nell’animo, chiedete BELLEZZA! Delle belle immagini, delle poesie, delle foto di paesaggi, e sentirete di quanta tenerezza siete circondati.

Oggi sono molto romanticona e vi regalo questa di Pablo Neruda, insieme ad un abbraccio e l’invito a chiedere, perché siamo circondati da persone che desiderano dare!

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Noi, né carne, né pesce, uniamoci!

Sono una over 50, per il resto sono tutta NON SONO.

NON SONO ancora, o NON SONO più.

NON SONO ancora in pensione, NON SONO più una mamma a tempo pieno perché i miei figli sono già adulti, ma siccome lavoro ancora, NON SONO ancora una nonna a tempo pieno.

NON SONO più da aerobica, GAG o altre diavolerie da palestra, ma NON SONO ancora da ginnastica per anziani.

NON SONO più una moglie, ma NON SONO ancora una irrimediabile zitella.

(NON SONO magra!!!!)

In cinque anni di Casinabella, mi sono accorta che siamo tante donne a NON ESSERE tante cose, specialmente nella sfera privata, specialmente in casa, specialmente in famiglia.

Natalia Aspesi nella sua rubrica “Questioni di cuore” riassume splendidamente questa situazione, nel commentare una lettera scrive: “… per lei essere libera è essere soprattutto se stessa e riconosciuta dai suoi come persona, con tutto quello che lei ha ancora da dare e vivere e scoprire e amare e creare. Non solo un ombra che si aggira frastornata ed esclusa da una partita di calcio, mentre mette la sua intelligenza a preparare un risotto…”

Sono convinta che se forse siamo delle NON SIAMO nel privato, siamo invece tanto, e tanto potenziale, per la collettività.

Innanzitutto siamo sensibili, siamo in ascolto, siamo alla ricerca di nuovi stimoli. 

Siamo anche tanti saperi, siamo tante esperienze, siamo tante avventure e siamo tanta preziosa, e invece sottovalutata, quotidianità da riscoprire e trasmettere.

Allora COLTIVIAMOCI, facciamo gruppo, sosteniamoci nel trovare e sperimentare nuove conoscenze, nuove amicizie, nuove avventure.

INSIEME SIAMO NUOVA VITA, per noi, per le nostre famiglie,  per la società

La Casinabella va in grotta: e se insieme facciamo meditazione immersi nel sale?

La grotta di sale è quella di Elisabetta a San Lazzaro. Volevo chiedere ad Elisabetta di scrivere qualche riga, ma in questi giorni è, comprensibilmente, molto indaffarata.

Ho sentito Elisabetta circa diciotto mesi fa timidamente annunciare quello che era il suo sogno: eravamo ad un corso di Shahruz Rouholfada dedicato all’autostima e in un lavoro a coppie casualmente siamo capitate insieme, ci siamo conosciute in quel momento, e il compito che ci era stato dato affidato era di descrivere quello che era un nostro sogno imprenditoriale e procedere a ritroso dalla realizzazione al primo passo. Elisabetta in questi mesi ha lavorato sodo e sabato il suo sogno diventa realtà: apre il suo centro benessere…al sale!

A parte sabato e domenica che ci saranno un sacco di persone, ho in mente di chiedere ad Elisabetta di riservare una mezzoretta ogni tanto alle amiche della Casinabella per fare un momento di silenzio guidato all’interno della grotta di sale. Sarà un momento di benessere per il corpo, per la mente e per lo spirito. Chi è interessato può comunicarmelo tramite What’s App al 3358331465 o via mail all’indirizzo solito lamiacasinabella@gmail.com e appena avrò il calendario ve lo comunicherò per prenotarvi perché la grotta contiene al massimo cinque persone. Già sabato e domenica chi è interessato può lasciare il proprio nominativo e verrà contattato.

Cosa c’è di più bello di condividere la soddisfazione di un’amica?

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“Che il tempo sia promessa”

Il weekend passato sono ritornata a Romena, una fraternità nata nel 1991 intorno ad un poeta, artista, prete speciale, don Luigi Verdi.

In programma c’è un convegno dal titolo: “Nutrire la Vita”, uno dei relatori è José Tolentino Mendonça, poeta, letterato, prete ora vescovo portoghese; il Portogallo delle istituzioni lo ha scelto come rappresentante della letteratura e della poesia portoghese nel mondo, Papa Francesco come direttore della Biblioteca Vaticana. Vado a Romena per sentire lui, lo conosco perché ho passato la prima notte dell’anno, nei miei capodanni al Sacro Eremo di Camaldoli, a leggere il suo libro “Liberiamo il tempo” e ne avevo inserito un brano, quello dove scrive che ormai viviamo tutti in open space senza caratterizzazioni a supporto della mia proposta di cercare e trovare in casa uno spazio sacro.

Nel corso poi di quest’anno, quello che partirà a ottobre, gli avevo già ‘commissionato’ la lettura di inizio serata, prima ancora di ascoltarlo dal vivo.

Un intervento, il suo, poetico ed emozionante, dove parla del mare della sua Madeira che lo ha visto nascere, dove lo sento dire che ogni uomo è nutrimento per gli altri uomini, ed è questo l’esempio di Gesù, dove afferma, lui direttore della Biblioteca Vaticana,  di amare soprattutto gli scrittori ribelli, uno fra tutti Pier Paolo Pasolini, perché ci danno domande e non conferme, dove dice che sia benedetta la nostra fragilità perché è lei che ci consente di comprendere il senso della nostra vita. Cosucce così!!!

Finito l’intervento mi metto in fila per chiedere l’autografo, già vedo che lui non stringe mani ma abbraccia con un sorriso pazzesco (devo dire che ha sorriso tantissimo per tutto l’intervento, ripetendo che gli piace molto Romena e si vedeva proprio che era contento di essere dov’era, per me anche questo grandissimo insegnamento); penso anche a voi corsiste, con che orgoglio vi mostrerò la sua firma, è la spinta a non rinunciare per timidezza. Ma quando arrivo davanti al suo sorriso direttamente lamia timidezza mi gioca un brutto scherzo, mi emoziono e mi vengono gli occhi lucidi di lacrime, questo uomo, compresso da un sacco di gente che attendono, si ferma, mi sorride e mi chiede: “Perché?” Io come in trance gli rispondo che nei miei corsi leggo dei brani del suo libro, non gli basta, mi chiede “Che corsi?” E io gli dico che sono corsi per prendersi cura di se’ e del proprio tempo, partendo dalla propria casa, con una sintesi impeccabile che non mi è propria (!) Ancora sorride chiedendomi il nome e scrive: “Per Nicoletta che il tempo sia promessa” e mi abbraccia stretto.

Sorrido anche io e fuggo, perché se potevano essere anche carini e simpatici due occhi lucidi, dei singhiozzi soffocati sono sinceramente imbarazzanti.

Quindi, sappiatelo: i corsi di quest’anno hanno anche questa laica e poetica benedizione di un poeta vescovo.

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Anche noi, al Villaggio Due Madonne!

Un misto di sorpresa (“cos’è ‘sta roba qui?”), diffidenza (“cosa c’è sotto…”), e ammirazione (“ma che bella cosa!”) ha accolto la mia proposta al Villaggio.

Ho messo a disposizione 150 miei romanzi, di tutti i generi, li ho divisi in dieci contenitori di plastica verdi e li ho affidati agli esercenti di Piazza Lambrakis con la richiesta di collocare la cassetta al mattino fuori dal negozio e di ritirarla alla chiusura.

Sono libri a disposizione di chi passa, può prenderli leggerli e riportarli, oppure se vuole, può tenerli. Sono libri liberi!

Ho deciso di festeggiare così l’arrivo della primavera, creando questa Biblioteca del Villaggio, e anche di festeggiare i primi sei mesi al Villaggio della Casinabella.

Ammetto che sono molto contenta della scelta che ho fatto di dare una dimensione reale a questo blog, alla pagina di facebook, di avere una sede per i miei corsi, un luogo fisico per ciò che nasce nella mia testa. E mi sembra che così sia stato recepito dalle persone che mi hanno seguito e quindi procedo su questa strada e il prossimo passo sarà di creare l’associazione LAMIACASINABELLA, il mio sogno della casa degli scambi di ‘saperi’ che si sta realizzando!

Ma ho voglia anche di entrare nello spirito del Villaggio, il quartiere che ospita la Casinabella, quello spirito che dall’esterno mi aveva attratto. E devo dire che la mia prima impressione di un mondo più vicino ai miei anni dell’infanzia che al mondo di oggi è stata confermata conoscendo gli esercenti di Piazza Lambrakis. Persone che credono nel lavoro che stanno facendo (alcuni da 53 anni come la Signora Vanna, la Parrucchiera per signore) altri più giovani e arrivati più recentemente, anche da via come i ‘ragazzi della frutta’, ma che si vede che amano il loro lavoro e ‘curano’ i loro clienti. Davvero un bel mondo che esiste ancora, dove passare sotto il portico a fare la spesa è un modo anche per socializzare e non rimanere soli in casa o rimanere soli nella confusione di un supermercato.

Allora grazie al Forno Musolesi, al Parrucchiere Sandro, alla Parrucchiera Vanna, alla Bottega della Piazzetta,alla Pizzeria il Monello, alla Macelleria da Roberto, alla Merceria Morena, al Bar Simo e al Bar Cacciatori e venite a leggere al Villaggio!

Sorelle

Un evergreen: gatta&mimosa!

Scusate, ma sono un po’ restia ad entusiasmarmi per l’8 marzo.

Faccio fatica a considerarla festa perché una percentuale altissima di ‘festeggiate’ oggi rischierà di morire per mano del ‘fuoco amico’, non potrà scegliere come vestirsi, constaterà che la sua busta paga è più bassa di quella del collega, si sentirà dire dagli amorevoli nonni: “hai bisogno che ti teniamo il bambino?” e non “avete bisogno”, sottolineando che il lavoro per la madre è un hobby, non un lavoro serio come quello del padre, e tante altre piccole ‘involontarie’ allusioni.

Scusate se proprio oggi vogliamo fare qualcosa, sentiamoci solidali con tutte le donne, facendo capire che siamo una forza perché non siamo rivali, ma sorelle!

Grazie, cappotto, hai fatto il tuo dovere

Da tre anni ‘predico’ il ‘dezavagliamento’ come rimedio a tanti mali delle nostre case (e non solo delle case). Liberarsi degli oggetti per rendere la casa più comoda, più leggera, più elegante, per ribadire il concetto che veniamo prima noi (persone) delle cose, per avere uno spazio in cui sia più facile muoversi, per gestire al meglio le pulizie.

Quando qualche settimana fa ho trasferito l’intero mio guardaroba dall’armadio che adesso ospita i vestiti di mia madre (tre ante) al mio attuale (un’anta), in dieci minuti, mi sono sentita un vero super eroe del ‘dezavagliamento’, ho pensato che poi non solo predicavo (spero) bene, ma che poi non razzolavo neppure male, che soddisfazione!

Poi la dura realtà, il confronto con un oggetto che negli anni ho amato, sfruttato, difeso, che sono arrivata a sentire quasi come una divisa, ebbene la constatazione che questo oggetto si stava letteralmente disfando tra le mie mani; tu, cappotto spagnolo diseguale; avevi la fodera interna ridotta talmente a brandelli che quando infilavo il braccio nelle maniche le dita rimanevano impigliate, per non dire poi del tessuto esterno che perdeva fili dalle cuciture che si stavano aprendo inarrestabili.

E’ già dall’inverno scorso che fingo di non vedere, che mi prodigo in tour per me faticosissimi tra i saldi per cercare il tuo degno sostituto finendo, quasi ovviamente viste le premesse, per non trovarlo e quest’anno ho addirittura posticipato la ricerca agli ultimi giorni dei saldi, per scongiurare, inconsciamente, o forse no, la scoperta di un nuovo capospalla.

E invece no, quest’anno il destino mi ha giocato un brutto scherzo, mi ha fatto trovare un cappotto, proprio della mia taglia, proprio rosso e nero ma con anche dell’azzurro così da adattarsi anche ai jeans, proprio ad un buon prezzo, proprio abbattendo ogni mia conscia o inconscia remora mi ha sedotto e costretta all’acquisto.

In negozio mi sono chiesta se non lasciarti direttamente lì, ma non ce l’ho fatta. Sono arrivata a casa indossando ancora te, e il nuovo dentro alla busta, e ho capito la portata del compito a cui ero chiamata: buttarti via. Otto anni di fidato lavoro, otto anni in cui non solo mi hai tenuto caldo, otto anni in cui, nonostante le stampe colorate e ‘chiassose’, mi hai fatto sentire a mio agio.

Ho iniziato a pensare a tutti gli escamotage proposti dalla Kondo, dalla Yamashita, da Sasaki, alla ‘zona di transito’ di Gilligham-Ryan, impantanata nella decisione di abbandonarti. Non ce l’ho fatta da sola, mi è venuta in aiuto mia nuora che ,sbrigativamente, ti ha messo nella busta del tuo successore e mi ha detto che ti avrebbe sistemato alla meglio e svenduto per pochi euro via internet.

Allora sono giunta a questa conclusione: se arrivate nel ‘dezavagliamento’ ad un punto critico, fatevi aiutare da qualcuno, fatevi prestare i suoi occhi per vedere in un altro modo l’oggetto che avete davanti, e fidatevi e accettate questa nuova visione.

Addio, cappotto, hai fatto ‘più’ del tuo dovere!

Riporto qui la bibliografia delle citazioni nel testo:  MARIE KONDO, “Il magico potere del riordino”;  H. YAMASHITA, “Riordina la tua vita”;  F. SASAKI, “Fai spazio nella tua vita”;  MAXWELL GILLIGHAM-RYAN, “Apartement therapy”.

Odi et Amo

A dodici anni, grazie ad una prof delle medie di ‘applicazioni tecniche’ (allora si chiamava così la materia che oggi non so più quale dizione esatta ha, lo scoprirò quando arriveranno alle medie i miei nipoti!) cioè 43 anni fa, ho scoperto che nella mia vita avrei voluto progettare.

E negli ultimi anni ho combattuto contro questa mia predestinazione, con tutte le mie forze, ma non c’è verso: arriviamo sempre lì! Gli eventi negativi che nella mia professione di architetto ho dovuto affrontare (le porte che si sono chiuse!) mi hanno però spalancato un portone verso gli abitanti dei miei progetti, dalle cose-edifici-appartamenti alle case-persone-ambienti, dai calcoli, i metri quadrati, le superfici alla luce, all’energia, al colore e al calore.

Allora mi arrendo: questo so fare, questo so trasmettere, ma soprattutto questa è la mia missione di vita, per me perché mi piace fare queste cose, per chi incontro che ha bisogno di qualche consiglio per costruirsi il suo rifugio, il suo luogo ideale quotidiano.

Io, lamiacasinabella, siamo a vostra disposizione!

Un po’ di date:

Il corso “LA MIA CASINA BELLA“, 6 incontri in tre sedi:

presso la sede di Armonie, via Emilia Levante 138, al giovedì dalle 18,00 alle 20,00, dal 25 gennaio (25 gennaio, 8, 22 febbraio, 8, 22 marzo, 5 aprile);

presso la Mediateca di San Lazzaro, via Caselle 22, al mercoledì dalle 20,30 alle 22,30, dal 7 febbraio (7, 14, 21, 28 febbraio, 7, 14 marzo)

a Piazza Lambrakis 2/f, sede della Casinabella, al martedì dalle 20.30 alle 22,30, dal 13 febbraio (13, 20, 27 febbraio, 6, 13, 20 marzo).

Il corso “DEZAVAGLIAMENTO PLUS“, massimo 4 partecipanti, tecniche personalizzate per liberare la casa da quello che non serve, a Piazza Lambrakis 2/f, sede della Casinabella, al sabato dalle 9,30 alle 12,30 (10, 24 febbraio, 17 marzo)

Il corso “IL MIO TEMPO SACRO“, massimo 4 partecipanti, tecniche personalizzate per organizzare le mie giornate partendo da me come attore principale e non come stunt-man, trovarobe, comparsa, autista, segretaria di produzione, addestratrice di animali, produttore e regista, a Piazza Lambrakis 2/f, sede della Casinabella, al sabato dalle 9,30 alle 12,30 (17 febbraio, 10, 24 marzo)

Domandatemi, telefonatemi  al 3358331465, scrivetemi a lamiacasinabella@gmail.com, sarò più che felice di raccontarvi cosa succederà a questi incontri!

Vi aspetto!